Rientro in pista: Mugello 2010

Ieri sono ritornato in pista dopo quasi un anno. Anche quest’anno Mugello; come iniziare meglio la stagione ? L’anno scorso uguale: prima volta che scendo in pista col 999, mi vado a infognare al Mugello. Pista facile e invitante per iniziare, col suo rettilineo infinito, i saliscendi e le curve cieche. I primi minuti sono abbastanza terrificanti se non hai un po’ di esperienza sulle spalle. Io ne avrei, ma un pizzico di nervosismo ce l’avevo.

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Non era giornata di semplici prove libere, ma c’erano questi ‘pareggiamenti’ organizzati da Rossocorsa, vale a dire delle minigare a partenza lanciata organizzate tra 3 gruppi (veloci, esperti, amatori), in cui l’ordine di partenza rispecchia i tempi fatti segnare nelle sessioni del mattino e primo pomeriggio. In pratica, un’ottima idea per star immediatamente dietro a chi e’ marginalmente piu’ veloce di te, senza il rischio di incontrare della gente molto piu’ lenta che ti costringe a sorpassare.

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Sono con Luca Pierazzi (DB4 tenuta assieme con fascette e finalmente, da quest’anno, un avantreno moderno) e Fabrizio Tinti (NCR Millona con motore 1200 ad aria che lo spara a 250kmh, cambio elettronico, leggerissima, insomma una belva da corsa!). E i due compari mi ficcano nel gruppo ‘esperti’. Faccio il primo turno e sono un pesce fuor d’acqua; sono tutti piu’ veloci, l’unico lento come me viene speronato e disarcionato da un missile jap all’ingresso della Bucine. Insomma, non un inizio facile.

Alla fine del primo turno dunque i commissari di gara mi mettono nel gruppo amatori (=fermoni). Io sono anche contento cosi’, e cerco di ambientarmi un po’ e riprendere confidenza con la moto. Pero’ mentre li’ (esperti) ero tra i piu’ lenti, qui invece trovo dei veri paracarri e non me la sento di fare sorpassi cattivi; riesco progressivamente a stare un po’ piu’ sereno e calmo nelle altre due sessioni e arrivo a vedere un 2’18” sul mio crono (che bara un po’, e mi regala 0.5″/0.7″ ogni volta). Insomma, uno schifo che dovrei vergognarmi a scriverlo, considerando anche che Luca e Fabrizio girano agevolmente sui 2’12” con dei motori due valvole ad aria.

Comunque l’idea era appunto di riabituarmi alla guida in pista, e in effetti riesco a divertirmi nella bellissima S in discesa della Casanova-Savelli, e in ingresso alle Arrabbiate dove finalmente prendo coraggio e mi butto in quarta piena senza frenare (ok, pelo un po’ il gas, diciamolo); bellissima anche il veloce flip-flop della Biondetti dove faccio il pelo al primo cordolo in piena accelerazione (grande sensazione di velocita’ !).

Arriva il rettilineo pero’ e la mia 999 e’ rapportata giusta per il Pannoniaring e qui invece e’ asmatica, e mi entra il limitatore in sesta prima dello scollinamento; tengo aperto il gas fino giu’ alla San Donato col motore che fa TA-TA-TA-TA-TA-TAATTT prima di iniziare la frenata: una pena !

Mi incuriosisce vedere le velocita’ massime raggiunte; io arrivo a malapena a 230, Luca col DB4 a 218, Fabrizio col 1200 bombardato 240-245, e tutte le altre jap, 1098/1198 fanno segnare velocita’ assurde, dai 260 a 270 !

999s prova al banco

Avevo raccontato agli amici della prova al banco fatta la settimana scorsa al mio 999: 141.9 cv, un valore incredibile per me, tanto che dicevo: “a che mi serve una 1098 ??? la mia moto ne ha fin troppi di cavalli !” — ma devo dire che ieri, li’ al Mugello, il mio mezzo mi sembrava davvero sottopotenziato.

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Alla fine la garetta e’ stata divertente, mi sono tolto lo sfizio di partire in terza fila (ottavo su 54… 54 fermoni) e per tutte la gara sono stato li’ dietro a vedere i primi; sono stato fino a 3 giri dalla fine il primo dei ducatisti, poi un 1098 mi ha passato; qualche altro sorpasso l’ho fatto, di quelli da gentiluomo chiedendo ‘permesso, vado io ?’ e alla fine sono arrivato ottavo, come se la gara non l’avessi fatta. Aggiungo che ne ho approfittato bassamente nell’ultimo giro, quando ci hanno esposto bandiera blu per indicare ‘ultimo giro’ e molti secondo me sono entrati nel pallone e hanno rallentato a casaccio… e io allora ZAC mi sono infilato alla chetichella tra l’uno e l’altro fino a riguadagnare due-tre posizioni.

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Programma per il futuro: primo, imparare una posizione come si deve in staccata che ogni volta che le provo a tirare me ne volo via. Poi, regolare le sospensioni come si deve per lo Speedweek (la forcella anteriore andava sempre a pacco; aumentare il precarico, mi suggerisce Desmolupo). Infine, aprire il gas.

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